Bloody Sunday: sono passati 45 anni

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Il 30 gennaio del 1972,non una domenica come le altre: nella città di Derry, Irlanda del Nord, i soldati del Primo Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico aprirono il fuoco contro alcuni manifestanti colpendo 26 persone, uccidendone 13 e ferendone gravemente un’altra che morì alcuni mesi dopo i fatti.

Già sul finire degli anni Sessanta il clima in Irlanda del Nord era teso: si scontravano unionisti e indipendentisti; i primi a favore dell’unione dell’Irlanda del Nord con il regno britannico, i secondi, al contrario, sostenevano l’indipendenza dalla corona e l’Irlanda unica e indipendente (anche detti nationalist o republicans).

Quel giorno, passato tristemente alla storia come Bloody Sunday (Domenica di Sangue), i manifestanti sfilavano per le strade di Derry (Londonderry per gli unionisti) per rivendicare i propri diritti civili e protestare contro la legge voluta ed emanata dal governo unionista che prevedeva l’arresto degli oppositori (i cosiddetti nationalist o republicans), senza processo e a tempo indefinito, con la sola approvazione del parlamento dell’Irlanda del Nord.

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Robert White

I militari avevano solamente l’ordine di disperdere la folla ma, inspiegabilmente, aprirono il fuoco contro di essi: 26 colpiti, di cui 5 alle spalle mentre cercavano di fuggire.

In seguito a tale episodio crebbe ulteriormente l’adesione di molti republicans all’IRA, l’Esercito Repubblicano Irlandese, che si batteva e tuttora si batte per la fine della presenza britannica in Irlanda del Nord e la riunificazione con la Repubblica d’Irlanda (Éire).

Una prima inchiesta, aperta subito dopo i fatti, prosciolse autorità e soldati britannici, insabbiando prove e testimonianze decisive. Nel 1998 venne stabilita l’apertura di una nuova inchiesta, con Tony Blair primo ministro inglese: dopo 12 anni dall’apertura di questa inchiesta, nel 2010, si stabilì che le vittime erano disarmate e che i soldati spararono senza nessun avvertimento. Ad essa fecero seguito le scuse dell’allora primo ministro britannico David Cameron che definì l’attacco ingiustificato e ingiustificabile.

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Una Domenica di Sangue.

 


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