La cometa verde: ancora qualche giorno per ammirarla

Cometa 41P
La Cometa 41P Tuttle-Giacobini-Kresak

Dai primi giorni di aprile possiamo ammirarla nei cieli nostrani con il suo verde fluorescente ed intenso, stiamo parlando dell’ormai nota cometa verde.

La cometa verde è catalogata scientificamente con il nome Cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresak, dal nome dei suoi 3 scopritori: Horace Parnell Tuttle fu il primo astronomo ad osservarla nel 1858; nel 1907 fu Michel Giacobini ad osservarla, in maniera del tutto indipendente dalle osservazioni fatte da Tuttle in precedenza. Infine, nel 1951, Lubor Kresak osservando la cometa 41P riuscì a collegarla alle osservazioni fatte in precedenza da Tuttle e Giacobini.

La cometa verde deve questo nome e la sua colorazione con la quale si lascia ammirare alla sua composizione: molecole di carbonio biatomico che illuminate dalla radiazione solare, nel vuoto dello spazio, emettono quel colore che possiamo ammirare in questi giorni.

La cometa 41P appartiene alla famiglia delle comete cosiddette gioviane, ossia quelle comete che hanno il loro punto di massima distanza dal Sole (afelio) , paragonabile a quello di Giove.

Lo scorso 1° aprile 2017, 41P è passata a 21 milioni di chilometri dal nostro pianeta, il suo passaggio più ravvicinato alla Terra negli ultimi 50 anni; per questo motivo ha lasciato tutti esterrefatti e con tante belle immagini da archiviare. Ma, soprattutto ha permesso agli astronomi di tutto il mondo di studiare le sue caratteristiche come composizione chimica, nucleo e chioma.

La cometa, che compie la sua orbita intorno al Sole ogni 5,4 anni, il 12 aprile sarà alla minima distanza da esso (perielio), a 160 milioni di chilometri.

E per chi si fosse perso l’appuntamento del 1° aprile, non deve disperare: la cometa verde sarà osservabile nei nostri cieli fino al 7-8 aprile: basterà puntare un telescopio o un binocolo di almeno 50mm nella direzione della costellazione del Drago, esattamente tra il Grande Carro e il Piccolo Carro. La cometa è visibile in tutte le ore notturne, ma dopo la mezzanotte si registrano le condizioni migliori di osservazione.

Telescopi, binocoli e naso all’insù, la cometa verde ci aspetta; tornerà, poi, a farci visita nel 2022.

 


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