Solstizio d’estate: la potenza della luce tra esoterismo e astronomia

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Oggi, 21 giugno, è il solstizio d’estate: in termini astronomici il solstizio d’estate rappresenta il momento in cui il Sole raggiunge la sua massima altezza nell’emisfero boreale, ossia, il punto di massima declinazione nel suo apparente moto lungo l’eclittica (il moto apparente che il Sole compie in un anno rispetto alla volta celeste).

Il solstizio, quest’anno (la data e l’ora variano di anno in anno, tra il 20 e 21 giugno, a causa della non coincidenza tra anno solare e anno legale), è iniziato esattamente alle ore 6.24 italiane di oggi, 21 giugno 2017.

E’ così che ha avuto inizio, appunto, il giorno più lungo dell’anno, proprio come spiega Gianluca Masi, astrofisico e responsabile del Virtual Telescope: “il Sole ha raggiunto la sua massima distanza angolare a Nord dall’equatore celeste, che è la proiezione in cielo di quello della Terra; la durata della porzione diurna del giorno sarà massima per il nostro emisfero. A Roma, ad esempio, il Sole è sorto alle 5,34 e tramonterà alle 20,48, restando al di sopra dell’orizzonte per quasi 15 ore e 14 minuti. Naturalmente, per l’emisfero australe questo giorno segna il solstizio invernale”. 

fuochi solstizio

Fin dall’antichità, come dicevamo in un altro post in occasione del 2 febbraio, i popoli seguivano il ciclo naturale delle stagioni rappresentandolo come una ruota che girava incessantemente, proprio come lo scorrere del tempo e delle stagioni. La Ruota dell’Anno.

Una ruota che rappresentava il ciclo naturale delle stagioni e il loro alternarsi durante l’anno: queste ricorrenze venivano celebrate con otto sabba, quattro maggiori, coincidenti con il levarsi all’alba di determinate stelle, e quattro minori (per la loro distinzione vi rimando all’articolo che ho citato in precedenza), coincidenti con solstizi ed equinozi astronomici.

Il solstizio d’estate era uno dei quattro sabba minori: Litha era il suo nome, celebrato, appunto, tra il 21 e il 22 giugno; la natura è al massimo della fertilità e il Sole si ferma ( Sol Stat, da qui Solstizio).

Litha, ovvero, i poteri della natura raggiungono il loro punto più alto, la Terra trabocca della fertilità della Dea e del Dio.

Le religioni pagane e neopagane celebravano questo giorno come il momento di massima potenza del sole e la vittoria della luce sull’oscurità accendendo fuochi rituali: si celebrava la terra piena di vita e di frutti, i raccolti e il bestiame fecondo. Litha era anche, infatti, il momento più propizio per raccogliere erbe e piante officinali e sacre. Queste venivano fatte poi seccare al sole per essere usate in seguito a scopi curativi. Tra queste l’iperico ( o erba di San Giovanni), l’artemisia e soprattutto il vischio, erba sacra per eccellenza nel druidismo celtico.

druidi_sacerdoti_celtici

Appurata è anche l’importanza simbolica del solstizio d’estate nell’antica Roma: per approfondire a pieno l’argomento vi rimando a un più che esaustivo e accuratissimo articolo qui.

Nel corso degli anni la Chiesa Cattolica ha dapprima affiancato e poi sostituito la festività di Litha con la notte di San Giovanni Battista, il 24 giugno, attingendo dal simbolismo e dalle pratiche delle religione pagane: il 24 giugno è usanza, infatti, raccogliere l’iperico o erba di San Giovanni (anche detto scaccia-diavoli), accendere fuochi e fare fiaccolate.

 

 


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